Partecipando

I matrimoni saranno, inevitabilmente, oggetto di più di un articolo in questo blog, e allora tanto vale cominciare dal principio, vale a dire dalle partecipazioni.

L’arrivo della busta.

Maggio, Giugno, tragicamente Luglio…in pochi tra noi, ultimamente, non hanno ricevuto la riconoscibile busta di carta pregiata, dalla forma più o meno rettangolare, nella quale Tizia e Caio ci rendono partecipi della loro ferma intenzione di unire per sempre (presumibilmente) le loro vite.
Nella maggior parte dei casi, a meno che non si tratti di amici carissimi, quella busta risulterà gradita quasi quanto una cartella esattoriale. Tuttavia, la buona educazione impone un certo aplomb, pertanto riservate alle mura domestiche i gesti di disperazione e mantenete, con i futuri sposi, il massimo della diplomazia e della gratitudine per l’invito.
E’ buona norma, direi obbligatorio, rispondere per tempo all’invito, sia nel caso decidiate di partecipare sia in caso contrario. Un tempo era richiesta una risposta per iscritto. Oggi se ne può fare a meno, ma una telefonata è preferibile ad un sms: ricordate di essere stati invitati ad un matrimonio, non ad un aperitivo tra colleghi.
A meno di eventi davvero imprevedibili (e con imprevedibili intendo malattie, fratture, rapimenti alieni o simili), è disdicevole avvertire della vostra “inaspettata” assenza solo nei giorni immediatamente precedenti l’evento.
Un comportamento del genere implica per i nubendi delle spese e non pochi fastidi di carattere organizzativo; pertanto, credetemi, gradiranno maggiormente che decliniate l’invito comunicandolo anticipatamente, piuttosto che inventiate una scusa all’ultimo momento.

Cerchiamo ora di guardare la faccenda dal punto di vista del mittente.

A chi spedirle.

Innanzi tutto va chiarito che il preavviso rispetto alla data di celebrazione del matrimonio deve essere congruo, specie nei riguardi degli invitati che dovranno prendere parte anche al ricevimento.
Pertanto le partecipazioni andranno spedite, o consegnate a mano, almeno tra i 30 e 60 giorni precedenti, soprattutto se la cerimonia si svolge in una città diversa da quella in cui si trova il destinatario.
Dovete considerare un numero di partecipazioni superiore a quello dei nuclei familiari che intendete invitare al pranzo o alla cena che seguiranno la celebrazione; ci saranno, infatti, diverse persone non invitate, alle quali è comunque necessario partecipare le vostre nozze: la vicina di casa che vi ha visti crescere, i colleghi di lavoro, parenti lontani, amici dei vostri genitori. A queste persone la partecipazione può essere spedita o consegnata anche con minor sollecitudine.
In alcuni casi sarà addirittura preferibile consegnare, a cerimonia avvenuta, unicamente un sacchetto di confetti a tutti coloro i quali non vogliate mettere in difficoltà con regalo o intervento alla celebrazione.
Gli indirizzi sulle buste, o anche solo i nomi in caso le consegnate personalmente, andranno scritti a mano, in bella grafia. Niente paura, se avete la scrittura di un medico con il singhiozzo, ci sono persone che lo fanno per professione.

Scelta della formula.

La prima scelta che dovrete operare riguarda, senza dubbio, la formula con la quale intendete partecipare le vostre nozze, strettamente legata al tono generale dell’evento.
La formula tradizionale prevede l’annuncio fatto dai rispettivi genitori, secondo uno schema grafico pressappoco così: partecipazioni2
Ricordate: in questo esempio come in quelli successivi, il nome di lui sempre a sinistra, il nome di lei sempre a destra.
Una volta, se ne era in possesso, accanto al nome dello sposo veniva indicato il titolo professionale o di studio. Di contro, anche se la fanciulla era sul punto di vincere un Nobel per la medicina, era ritenuto più fine indicare solo l’appellativo di “Signorina”. Oggi sono più che sufficienti i due nomi.
Anche la scelta del materiale su cui stampare questo tipo di partecipazione rispecchierà il tono particolarmente formale delle stesse.
Si tratterà quindi di una pergamena, di carta di riso particolarmente pregiata, o simili. Il cartoncino sarà piegato a metà e chiuso a libretto.
Questo tipo di partecipazione è sconsigliata nel caso di seconde nozze, nel caso gli sposi non siano più giovanissimi, ogni volta che uno dei due non abbia più un genitore, e in generale se si sceglie il rito solo civile.
Nel caso uno dei genitori possieda un titolo nobiliare, un titolo di studio o professionale, od un’onorificenza, mentre dall’altro lato non ve ne siano, nessun titolo comparirà sulla partecipazione, per rispetto e tatto nei confronti dell’altra famiglia.

Molto più diffusa è la formula che prevede l’annuncio fatto direttamente dagli sposi: si tratta di uno schema che può risultare altrettanto elegante seppure meno formale, certamente più moderno, senza dover rinunciare a materiali e caratteri “importanti”.partecipazioni1
In questa ipotesi la partecipazione potrà essere chiusa a libretto al pari dell’esempio precedente, o rimanere stesa, su una dimensione totale più ridotta: l’effetto è comunque molto elegante.
Se gli sposi già convivono si può scegliere comunque di scrivere, in corrispondenza dei rispettivi nomi, gli indirizzi dei genitori, ed eventualmente aggiungere, al centro, quello comune; oppure comparirà al centro solo l’indirizzo degli sposi.
In tutti i casi, anche se avete organizzato un matrimonio informale, allegro, divertente, dovreste evitare partecipazioni spiritose, immagini bizzarre, formule troppo scherzose. La sobrietà non è mai fuori luogo, e alla lunga risulterà la scelta migliore.
Non è raro che gli sposi, già da tempo conviventi, abbiano dei figli. L’annuncio da parte di questi ultimi è senza dubbio poco convenzionale, un tempo considerato totalmente fuori luogo, ma tutto sommato oramai diffuso.
In generale, il consiglio per una coppia evidentemente convivente e che ha già un bambino è di puntare, pur senza rinunciare alla ricercatezza, ad un matrimonio meno formale.
Se si opta comunque per un matrimonio molto tradizionale eviterei, sulle partecipazioni, l’annuncio fatto dal figlio. Sconsigliato, in questo caso, anche l’annuncio da parte dei rispettivi genitori, potrebbe risultare “fuori tempo”; è dunque preferibile che siano gli sposi a partecipare in prima persona l’evento.

L’invito.

Naturalmente la partecipazione sarà accompagnata, per i più fortunati, dall’invito al ricevimento. In questo caso si tratta di un cartoncino di dimensioni ridotte rispetto al primo, ma dello stesso materiale e della stessa foggia. Gli sposi, personalmente, indicano il luogo in cui riceveranno i loro ospiti, secondo formule consolidate:
Caio e Tizia saranno lieti di salutare parenti e amici presso….
Sempronio e Mevia, dopo la cerimonia, riceveranno parenti e amici presso…partecipazioni2-invito

Anche in questo caso da evitare formule inusuali, giocose, di dubbio gusto.
Se si è scelto di celebrare il matrimonio, religioso o civile, nello stesso posto in cui avverrà poi il banchetto non dovranno essere spedite, prima del grande giorno, partecipazioni a persone che non saranno incluse nella lista degli invitati. Sarebbe per lo meno spiacevole accompagnare alcuni al tavolo degli aperitivi ed altri all’uscita.
In questo caso l’invito e l’indicazione del luogo del ricevimento potranno essere scritti sulla partecipazione stessa, sempre che l’insieme non risulti graficamente troppo appesantito.
A chi non è invitato al banchetto, il matrimonio verrà “partecipato” in altro modo, magari con la consegna di un sacchetto di confetti, o con l’invio della partecipazione a cose fatte, che in questo caso avrà una formula diversa.

La lista di nozze.

Per fortuna quasi ormai immancabile, all’interno della fatidica busta, è la lista di nozze: i meno giovani e i più tradizionalisti storceranno il naso scandalizzati.
Beh vi assicuro che al quarto matrimonio in un anno, finirete per benedire tutte le liste di nozze spedite misericordiosamente unitamente alla partecipazione.
Ci sarà sempre chi preferirà, nonostante la vostra chiara ed esplicita indicazione, pensare per suo conto al regalo; ci saranno la nonna o la vecchia zia che riempiranno piene di orgoglio e commozione la classica busta.
La vostra gratitudine sarà per tutti la stessa, e ugualmente dispensata, anche se la cornice di argento stile Luigi XVI non si addice al vostro arredamento ipermoderno.
Riprenderemo il discorso più avanti, quando più diffusamente tratteremo lo spinoso tema dei regali di nozze.

E adesso non guardate con sospetto la cassetta della posta ogni volta che le passate davanti, non sarà poi una tragedia ricevere quella temutissima busta rettangolare.

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