“Lei non sa chi sono io!”

L’idea di questo post nasce dalla domanda che, qualche giorno fa, un’amica ha rivolto su un social network alle sue conoscenze.
Per ragioni legate al suo lavoro avrebbe dovuto incontrare l’ambasciatore di uno stato estero qui a Roma.
Il suo problema era non sapere in che modo rivolgersi a lui correttamente e rispettosamente.
Le risposte sono state molto varie, alcune un pò fantasiose, molte troppo esagerate.
Allora ho pensato potesse essere utile un piccolo decalogo.
D’accordo, è vero, ben raramente ci si trova al cospetto di personalità di particolare rilievo, cariche istituzionali o soggetti dotati di una percentuale più o meno alta di sangue blu; tuttavia, come avete visto, mai dire mai! Ecco qui poche semplici regole per districarvi.
Anzitutto, contrariamente a quanto in tanti possano pensare, l’esagerazione, l’eccessivo servilismo, l’ostentato utilizzo di titoli e aggettivi come “Eccellenza Illustrissima” ecc. non solo sono ormai caduti in disuso, ma potrebbero suonare quasi ironici, condiscendenti e troppo affettati.
Per la precisione, un Decreto Luogotenenziale del dopoguerra ha abolito il termine “Eccellenza” se riferito alle alte cariche dello Stato, riservandolo unicamente agli alti prelati. Parallelamente sono stati aboliti anche i titoli nobiliari, o meglio sono stati disconosciuti, al momento dell’entrata in vigore della Costituzione. Pertanto, sebbene in molti continuino a fregiarsene, da un punto di vista strettamente giuridico sono stati privati di valore, nono costituendo più ragione di distinzione rispetto alle persone comuni.
Tuttavia, secondo un galateo più snello e moderno, può rispondere a buona educazione rivolgersi a determinati soggetti continuando ad utilizzare il loro titolo.
Ecco alcuni esempi di come ci si debba rivolgere:

  • a un Ministro del governo: Signor Ministro
  • a un Senatore: Senatore o Onorevole
  • a un Deputato: Onorevole
  • a un Ambasciatore: Signor Ambasciatore
  • a un Cardinale: Eminenza
  • a un Vescovo: Eccellenza
  • a un Nunzio Apostolico: Eccellenza
  • a un Prefetto: Signor Prefetto
  • a un Sindaco: Signor Sindaco
  • a un Presidente del Consiglio,del Tribunale, della Corte di Cassazione: Signor Presidente
  • a un Ecclesiastico: Reverendo o Padre
  • a una Madre Superiora: Madre o Reverenda Madre
  • a una Suora: Sorella
  • a un Pastore protestante: Signor Pastore
  • a un Rabbino: Dottore o Rabbi

Quanto ai gradi militari, da parte dei civili ci si rivolge solo con il grado se il rapporto è da pari a pari; al contrario si aggiungerà “Signor” davanti al grado se, ad esempio, a parlare è una persona molto giovane o di rango molto inferiore.
Come si diceva all’inizio ai titoli nobiliari, teoricamente, si dovrebbe serenamente rinunciare; tuttavia, nelle presentazioni, in genere, si è ancora soliti utilizzare il titolo, e non è raro che anche durante la conversazione, specie se non si è di pari condizioni sociali, si continui ad usarlo, ma senza farlo precedere da “Signor” o “Signora”, a meno che non si tratti di personale di servizio.
I titoli di “Altezza Reale” o “Altezza Imperiale” sono riservati ai soli principi di sangue reale, regnanti o eredi al trono. Ai Principi Sovrani (si pensi al Principato di Monaco) spetta il titolo di “Altezza Serenissima”.
Inchini e riverenza devono essere riservati solo ai regnanti.
Negli altri casi, dinanzi alle più alte cariche, come ad esempio Presidenti della Repubblica, sarà sufficiente mostrare il proprio rispetto attendendo che al momento della presentazione vi venga tesa la mano e non farlo per primi, e in seguito attendere vi si rivolga la parola senza iniziare per primi a discorrere.
Se a questo aggiungete un pò di elementare buona educazione, ed una sufficiente dose di buon senso (e buon gusto)…siete pronti per il prossimo ballo a Corte!!!

Immagine di copertina: Gregory Peck e Audrey Hepburn in “Vacanze Romane”- 1953

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