I soldi non fanno la felicità…e neanche il buon gusto.

Fin da bambine, complici i cartoni animati, i film stile Sissi e simili, ci hanno convinte dell’indispensabilità di un matrimonio da favola, con abito principesco, diadema, strascico e un numero imprecisato di paggetti.
Ma quel che è peggio, ci hanno assicurato l’infallibilità delle spose reali, il loro innato buon gusto, la loro raffinatezza, la necessità di ispirarsi alle loro scelte.
Beh, indubbiamente, scorrendo un immaginario album di nozze che riassuma i principali matrimoni reali dell’ultimo secolo, qualche bell’esempio di eleganza e charme possiamo ricavarlo; eppure, non sono mancati sonori scivoloni, cadute di stile epiche, colossali abbagli.
Sperando di non urtare la sensibilità di nessuno, e tutto sommato convinta di poterci passare sopra, ecco qualche immagine, utile a riportare sulla Terra alcuni personaggi, e rivalutare l’abito “della porta accanto”, magari non altrettanto esclusivo, ma a volte più elegante.

Philomena de Tornos

Philomena de Tornos

Inizierei con Philomena de Tornos, sposa di Jean D’Orleans; il dubbio, o meglio la speranza, appena vista la mise, era che il bolero di chiara ispirazione ispanica (va bene rispettare le origini, ma con cautela) potesse esserle stato imposto, quale cimelio di famiglia, e che non avesse avuto scampo. Invece no, l’abito è stato pensato per lei, disegnato da Christian Lacroix.

Philomena de Tornos

Philomena de Tornos

E allora facciamo finta vada bene il ricamo multicolor, ma perchè abbinare un fiocco e un diadema turchesi? Ma non bastava l’oro, il turchese, il cremisi, non era abbastanza: perchè non aggiungere una gonna con giusto qualche volant, e un effetto tendaggio che neanche al Teatro dell’Opera?

Passiamo oltre? Meglio. O forse no. I fiocchi, si sa, fanno tanto battesimo, bimbetta impomatata, ragazzina sbarazzina. Eppure, utilizzati con discrezione, ben amalgamati con il resto, potrebbero non far gridare allo scandalo. Non è il caso di Mabel di Orange Nassau. Purtroppo.

Mabel di Orange Nassau

Mabel di Orange Nassau

C’è davvero da domandarsi se non le abbiano tenuto nascosto l’abito, per uno scherzo di dubbio gusto, fino a 10 minuti prima della cerimonia.

Mabel di Orange Nassau

Mabel di Orange Nassau

A quel punto la poveretta poteva scegliere se percorrere la navata in biancheria intima o cospargersi di fiocchi come un uovo di Pasqua indeciso. E lei ha optato per la seconda ipotesi. Invece sembra quasi contenta, così trapuntata come un divano chesterfield, il che fa pensare che l’abito lo abbia visto, provato, approvato. Forse aveva perso una scommessa allora.

Se credete sia finita qui, sbagliate di grosso!

Come dimenticare lo stile, semplice certamente, vagamente zingaresco di Tatiana Santo Domingo, ultima principessa acquisita del reame di Montecarlo?

Capello sciolto, quasi spettinato, abito quasi tricot, senza forma, coroncina in testa, infradito a ciabattina ai piedi. Va bene l’anticonformismo, va bene la semplicità, va bene distinguersi, ma forse così è troppo.

Tatiana Santo Domingo

Tatiana Santo Domingo

Non da meno è stata l’Infanta Elena di Spagna, più tradizionale, tanto da risultare troppo semplice, e troppo “vecchia” con un abito che non solo non le donava ma che è straordinariamente ordinario e senza forma.

Infanta Elena di Spagna

Infanta Elena di Spagna

A volerla dire tutta, e incurante delle critiche che arriveranno, vi confesso che anche la compianta Diana, diciamolo, non fece proprio la sua uscita migliore scendendo dalla carrozza davanti alla Cattedrale di Saint Paul. Ma ve le ricordate le maniche del suo vestito da sposa? L’ampiezza della gonna? La forma dello scollo e del punto vita? Neanche la collocazione temporale dell’evento vale a scusarla del tutto.

Principessa Diana

Principessa Diana

Concludo con Marie Chantal di Grecia, “decisamente indecisa” su quale stile e quale tessuto scegliere per il suo grande giorno. Nel dubbio li ha utilizzati tutti; peccato, di solito veste in modo adeguato e raffinato. E Zara Philips, in un abito troppo comune anche per una sposa “normale”, quasi sgualcito, senza dubbio sciatto, che certamente non la valorizza.

Zara Phillips

Zara Phillips

Marie Chantal di Grecia

Marie Chantal di Grecia

Vi starete domandano se qualche principessa, nel corso degli anni, si sia “salvata”? Beh sì, più di una. E se vorrete lo vedremo prossimamente insieme. Per ora rincuoriamoci con la consapevolezza che se loro hanno potuto osare e sbagliare così tanto, tutto sommato noi povere mortali potremmo essere più contenute, nelle possibilità ma anche negli errori.
Un grazie particolare all’amica Francesca,attenta osservatrice di abiti, da sposa e non, perfetta conoscitrice delle genealogie reali, che mi ha aiutata a individuare queste indimenticabili immagini.

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