Cordiali saluti

Il baciamano parrebbe definitivamente tramontato. Quando un uomo accenna a farlo sembra un’esagerazione, una macchietta, un gesto quasi ironico. Eppure, specie se il signore ha superato la prima giovinezza, dovremmo interpretarlo come un segno di galanteria ed educazione.
Il modo giusto per farlo, in ogni caso, è sollevando leggermente la mano della signora, sfiorandola appena con le labbra. Evitate di stampare vigorosamente un’umida impronta delle vostre labbra sul dorso della mano della malcapitata.
Si bacia la sinistra della signora, anche se spesso la stessa porge istintivamente la destra per stringere la mano. In quel caso, volendo sorprenderla con un gesto un po’ retrò, accontentatevi di baciare la mano che vi ha teso.
Se ci limitiamo alla classica stretta di mano, che sia energica, decisa pur senza stritolare il metacarpo dell’interlocutore, breve ma non frettolosa.
Controverso se nelle presentazioni o nei saluti la donna debba togliere il guanto della mano destra. L’uomo dovrà farlo sempre.
Se si avvista un conoscente da lontano si farà un cenno con il capo. Se l’uomo indossa un cappello farà il gesto di sollevarlo. La signora non lo toglie mai (consigli più dettagliati sul cappello li trovate qui).
Il confidenziale “ciao” è senza dubbio adatto tra amici, colleghi, anche tra giovani sconosciuti.
Più formalmente si dice “buongiorno” o “buonasera”. “Salve” risulta meno freddo del “buongiorno” e comunque meno confidenziale del “ciao”.
Se si entra in un luogo chiuso con un numero ristretto di persone, come ad esempio l’ascensore, è buona norma rivolgere un saluto generale.
Nei saluti, come nelle presentazioni, sarà l’uomo a salutare la signora o a essere presentato per primo, così come il giovane all’anziano, la persona meno importante nella gerarchia sociale a quella più importante.

Di contro, a porgere la mano per la stretta sarà la persona più importante (la donna, l’anziano, il superiore); se lo facesse il subalterno sarebbe considerato un gesto di eccessiva confidenza, quasi di arroganza.
Quando ci si presenta da soli lo si fa dicendo nome e cognome, in quest’ordine, evitando i titoli.
Se a introdurre è una terza persona lo farà dicendo prima il nome della persona meno importante e successivamente quello della persona più importante. Nel frattempo i due si saranno stretti la mano seguendo la regola indicata poco sopra: la persona più importante la porgerà per prima.
Il galateo non prevede espressioni di uso comune come “piacere….piacere mio”. Più educato utilizzare un saluto (“buongiorno”, “buonasera”, “buon pomeriggio”) o un “molto lieto”. La signora potrà limitarsi ad un cenno del capo accompagnato da un sorriso sincero ma non ammiccante o civettuolo.

Quando chi viene presentato o deve salutare è seduto, se è uomo si alzerà in piedi, mentre se è donna, o se è una persona anziana, potrà restare seduta. Ma se una donna giovane è presentata ad una signora più anziana, allora la donna giovane si alzerà in segno di rispetto per l’altra.

Allo stesso modo, la donna si alzerà in piedi qualora venga presentata o debba salutare un uomo più anziano, particolarmente illustre, al quale vorrà mostrare una certa deferenza.
Titoli accademici o professionali verranno utilizzati solo in ambiente lavorativo o accademico appunto.
Nel caso si tratti di signore, eccetto “dottoressa” e “professoressa”, il titolo e il relativo articolo determinativo dovranno essere detti al maschile (“avvocato”, “ingegnere”, “architetto”, “ragioniere”, “giudice”, ecc.).
A prescindere dalle acrobazie verbali e grammaticali, spesso al limite della sconvenienza, cui si è costretti per declinare al femminile questi titoli, in alcuni casi e in certi ambienti, farlo risulta quasi offensivo. Può essere interpretato come la volontà di distinguere e sminuire la professionalità di una donna a confronto del corrispettivo maschile.
Questo è tutto, credo…
Cordiali saluti.

2 Comments

  1. Pingback: Craig
  2. Pulled From Facebook
    Ricercatamente 19 Novembre 2014 at 16:13 ·

    Craig says:
    .

    ñïñ!!

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