Confondere le idee

Di recente mi capita molto spesso di seguire programmi in tv dedicati al bon ton, alle buone maniere, all’abbigliamento più adatto alle varie occasioni: trasmissioni in cui personaggi più o meno (soprattutto meno) conosciuti si lanciano in acrobatici suggerimenti, a volte discutibili, facendo riferimento a non so quale edizione riveduta e corretta del Galateo.

Dal momento che, parallelamente a questo proliferare di esperti, alcuni di voi mi scrivono per chiedermi se la tal “regola” di comportamento, emanata in quattro e quattr’otto in tv, sia vera, abbia un fondamento, debba essere seguita, poichè spesso contrasta con quello che si credeva di sapere, mi sento di fare alcuni chiarimenti.
Innazitutto, come scrivevo giorni fa ad una lettrice affezionata, io non mi sento depositaria di alcuna verità assoluta. Fin da piccola, la mamma, le nonne, le zie (decisamente donne d’altri tempi, nel senso migliore del termine), mi hanno trasmesso alcune piccole regole, informazioni, insegnamenti che non solo mi sono rimasti nella mente, ma che hanno fatto nascere in me l’interesse per tutto quanto vedete contenuto in questo blog.
Prima di scrivere un post, di suggerirvi una qualunque cosa, dal comportamento, alla posizione delle posate, ai guanti da indossare, non solo faccio appello alla mia memoria, e alla memoria storica delle donne (e in alcuni casi degli uomini) che vi ho elencato, ma cerco di documentarmi in modo adeguato: Il Galateo di Monsignor Della Casa, Il Saper Vivere di Donna Letizia, e via dicendo.
I tempi son cambiati, mi risponderanno alcuni. Caspita se è vero, dico io. Ma aggiungo: non necessariamente in meglio.
Su alcuni argomenti, lo ammetto, sono un pò retrò…eppure non mi sfugge, garantisco, che molte delle cose a cui suggerisco di fare attenzione, oggi come oggi, non sono più degnate di grande considerazione, e in ogni caso si è molto più elastici, anche in occasioni formali. E’ meglio? E’ peggio? Non saprei.
Ma se c’è qualcuno ancora interessato, se c’è qualcuno che “ancora ci tiene” o è anche semplicemente incuriosito dal “come si dovrebbe fare”, allora io mi diverto a raccontarlo.
Detto questo devo ammettere che in televisione ne ho sentite di tutti i colori.
Dogmi assoluti non ve ne sono, specie su questi argomenti, e soprattutto di questi tempi, ma un conto è dire cosa possa essere ammesso, nonostante non sia del tutto in linea con il galateo, altro è far passare per legge una evidente caduta di stile.
Io continuerò a scrivere che ad un matrimonio, anche se in estate, si dovranno indossare le calze e una scarpa che copra le dita dei piedi. In televisione, e anche nei negozi specializzati, continueranno a suggerirvi sandali gioiello a scapito della vostra salute psico-fisica e dell’eleganza. Mi rendo conto che “la modernità” lo consente, ma non lasciatevi convincere che sia quella la regola.
Altri esempi in pillole?
La cravatta non deve mai avere la stessa fantasia del fazzoletto da taschino. Vi arrestano se li abbinate? No, ovviamente, ma non facciamo passare per estremamente raffinato chi lo fa.
Il cappello non deve essere dello stesso colore dell’abito: lo fa tutte le volte che esce da Buckingham Palace, e a volte secondo me anche all’interno, la Regina Elisabetta, quindi figuriamoci se non possiamo farlo noi, comuni mortali, senza incorrere in una scomunica. Tuttavia la “regola” sarebbe diversa.
E si potrebbe andare avanti all’infinito. Da ultima la goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia tolleranza.
La lettrice di cui sopra mi scrive chiedendomi se è vero, come sentito in un programma televisivo, che di giorno scarpe e borsa NON DEVONO essere assolutamente coordinate. La regola lo impone per la sera ma mai, mai, di giorno, stando alle categoriche affermazioni della guru della moda di turno.
Ebbene, concedetemelo, è una clamorosa fesseria.
Scarpe e borsa devono essere coordinate: ovvio che una scarpa multicolor non richiede la borsa di identica fattura e viceversa. Sarà sufficiente abbinare il colore dominante. Altrettanto ovvio che se la scarpa è in rigoroso pandant con l’abito la borsa potrà anche essere a contrasto. Ma da qui a dire che abbinarle significa contravvenire al buon gusto beh…ce ne vuole.

Sentitevi bene dentro quello che indossare, se l’occasione lo consente osate, sbizzarritevi e stupite, se quella è la vostra indole; niente di peggio di uno spirito libero incastrato in un’immagine bon ton che non gli appartiene. Ma se cercate di scoprire, anche solo per curiosità, come dovreste vestirvi e comportarvi, non fidatevi del primo che parla, o scrive…compresa la sottoscritta!

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