• Se la sposa scopre le gambe…

    Sfatiamo, o almeno tentiamo, un altro mito.
    L’argomento è abbastanza inflazionato, ma la chiarezza, come al solito, è poca. Del resto più voci ci sono nel coro, maggiormente si confondono le idee.
    Leggendo in giro per la rete, non si riesce a non imbattersi in blog, articoli, servizi sulle spose. Del resto è primavera, stagione di cerimonie, e sembra inevitabile.
    A farmi saltare sulla sedia è stato l’ennesimo post in cui si ventilava che l’abito da sposa corto sia riservato alle spose un pò…tardive (definite zitelle mancate) o a chi convola per la seconda (o terza, o quarta) volta. Si aggiungeva inoltre, in modo perentorio, che no, il velo con il corto mai!
    Beh, galateo alla mano, non è vero niente di quanto sopra. Read more

  • I soldi non fanno la felicità…e neanche il buon gusto.

    Fin da bambine, complici i cartoni animati, i film stile Sissi e simili, ci hanno convinte dell’indispensabilità di un matrimonio da favola, con abito principesco, diadema, strascico e un numero imprecisato di paggetti.
    Ma quel che è peggio, ci hanno assicurato l’infallibilità delle spose reali, il loro innato buon gusto, la loro raffinatezza, la necessità di ispirarsi alle loro scelte.
    Beh, indubbiamente, scorrendo un immaginario album di nozze che riassuma i principali matrimoni reali dell’ultimo secolo, qualche bell’esempio di eleganza e charme possiamo ricavarlo; eppure, non sono mancati sonori scivoloni, cadute di stile epiche, colossali abbagli. Read more

  • Quando anche lui si chiede: cosa mi metto?

    E’ sempre più raro, ma può ancora accadere.
    Ricevere un invito formale, ad una serata particolare, ed essere attanagliati da un dubbio lancinante: cosa devo indossare?
    Se per le donne questa è una domanda consueta, ricorrente, quotidiana e che prescinde dai metri quadrati che occupa il nostro armadio, per i signori uomini può costituire una novità, specie se ad affliggere è l’incertezza su quale sia l’abbigliamento adatto all’occasione.
    In genere, a toglierci d’impaccio, se l’evento è particolarmente formale, sarà l’invito stesso: se troviamo scritto “cravatta nera” si sarà voluto consigliare l’abito scuro o lo smoking; “cravatta bianca” indica il frac. Read more

  • Scarpe, atto primo. Andante con brio e un pò di polemica.

    La bella stagione, forse, è alle porte. La prova costume, i rimedi più o meno naturali ad un incarnato da fantasma dell’Opera, il cambio di stagione, le occasioni mondane che si moltiplicano perchè tutti, chi più chi meno, tendiamo ad uscire dal letargo invernale.
    E puntuali, come ogni anno, ecco uscire dalle scatole in cui sono rimasti relegati per tutto l’inverno, gli amati ed odiati sandali.
    Che poi siano davvero rimasti chiusi è anche opinabile, visto che non è così raro vedere in giro la bruttura di un sandalo indossato con una calza, anche pensante, nelle fredde serate invernali.
    Il sandalo con la calza o il collant è un orrore, e su questo, stilisti più o meno visionari a parte, dobbiamo essere tutti d’accordo. Non voglio neanche soffermarmi su quell’invenzione di sapore fetish che sono le calze senza la punta, che lasciano scoperte le dita fuori del sandalo. Credo si commentino da sole in volgarità. Read more

  • Non solo sposo

    Si sta avvicinando la stagione dei matrimoni, ma quest’anno voglio iniziare dallo sposo.
    Per quanto si cerchi di essere coinvolti nei preparativi, nelle scelte, per quanto si sia partecipi e impegnati nella programmazione del giorno fatidico, sembra sempre che l’uomo sia relegato a ruolo di attore non protagonista. E molto spesso non riesce a vincere l’Oscar neanche in quella categoria.
    Rassegnatevi, signori uomini: per ragioni che in parte sfuggono alla razionalità, i riflettori quel giorno saranno puntati sulla vostra dolce metà. Voi avrete il ruolo di comprimari, di “spalla”. Non è giusto, è vero. Soprattutto perchè, in ogni caso, vi si aspetta al varco in caso di vistose cadute di stile. Read more

  • Confondere le idee

    Di recente mi capita molto spesso di seguire programmi in tv dedicati al bon ton, alle buone maniere, all’abbigliamento più adatto alle varie occasioni: trasmissioni in cui personaggi più o meno (soprattutto meno) conosciuti si lanciano in acrobatici suggerimenti, a volte discutibili, facendo riferimento a non so quale edizione riveduta e corretta del Galateo.

    Dal momento che, parallelamente a questo proliferare di esperti, alcuni di voi mi scrivono per chiedermi se la tal “regola” di comportamento, emanata in quattro e quattr’otto in tv, sia vera, abbia un fondamento, debba essere seguita, poichè spesso contrasta con quello che si credeva di sapere, mi sento di fare alcuni chiarimenti. Read more

  • Cappello sì, cappello no, cappello quando?
    E’ inverno, fa freddo, il cappello più che un vezzo è un’esigenza per molti.
    Oggi, con noncurante leggerezza, indossiamo questo indumento all’aperto, al chiuso, in macchina, nei casi più arditi anche in casa, propria o altrui.
    Eppure, un tempo, precise norme regolavano tempi, modi, portamento da tenere a capo coperto.
  • Vestiamo le mani.

    Cerimonia, serata di gala, prima alla Scala: il guanto elegante è un elemento che contribuisce in modo determinante a completare e valorizzare un abito, purchè sia scelto con cura e cognizione, ma soprattutto indossato con disinvoltura.

    Ad una cerimonia, in genere, il suggerimento è quello di abbinarlo al vestito o al cappello, se lo indossate. Con l’abito da sera è concesso di sceglierlo a contrasto con il colore dell’abito seguendo, in ogni caso, le comuni regole di buon gusto nell’accostamento dei colori. Read more

  • Non chiamatelo scozzese.

    Mentre molti di voi, immagino, avranno ancora il costume da bagno indosso, in città ci si tiene informati, si studia e si legge per essere preparati a rispondere alla domanda fondamentale che attanaglia i più al ritorno dalla vacanze: cosa devo mettere nell’armadio per il prossimo autunno/inverno?

    La risposta è unanime, da parte degli stilisti: tanto, colorato, versatile tartan! (evidentemente chiamarlo “scozzese” suonava troppo primi anni ’90…). Read more

  • Le Sorelle Fontana: un sogno in un abito.

    Erano gli anni della guerra, dei bombardamenti, del mercato nero anche per trovare un pezzo di pane per i propri figli.
    Eppure, in quegli anni, le sorelle Fontana al mercato nero compravano tagli di stoffa, merletti, nastri.
    Tre sorelle, arrivate a Roma da un paesino della provincia di Parma. Un viaggio verso il futuro e il successo quasi inconcepibile nel ’36 per tre ragazze che decidono di partire da sole.images
    La scelta di trasferirsi a Roma, dove presto diventeranno il simbolo dell’alta moda e del made in Italy, fu quasi casuale: decise ad affrancarsi dalla realtà di provincia che non può dar loro quello che il talento chiede, in lizza hanno Roma o Milano: la prima considerata dalle sorelle più artistica, la seconda una città di affari. Read more

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