A tavola: primi rudimenti.

Questo è il primo vero appuntamento con la tavola, i suoi ornamenti, le stoviglie, e il modo di utilizzarle e comportarsi. Ne seguiranno altri, più dettagliati e specifici. Gettiamo le basi affinchè, invitati ad un convivio, possiamo non apparire come dei pesci fuor d’acqua.

Per il momento tralasciamo la corretta disposizione di piatti, bicchieri e posate, alla quale ci dedicheremo specificatamente più avanti. Limitiamoci alla prima regola di base riguardo le sedute dei commensali, che prevede l’alternanza uomo/donna nell’assegnazione dei posti a tavola, con l’accortezza che gli ospiti di maggior riguardo, in base al sesso, siederanno alla destra e alla sinistra dei padroni di casa.

Una volta che tutti i presenti si trovino in sala da pranzo, gli uomini dovranno sedersi solo quando tutte le signore saranno già accomodate.

Al ristorante, o nel caso si abbia anche solo occasionalmente personale di servizio, in Italia si usa servire il piatto pieno dalla sinistra, come anche quello da portata, e togliere il piatto vuoto dalla destra del commensale, tanto in caso di tavola rotonda che rettangolare. Se a servire è la padrona di casa può essere ammessa maggiore elasticità, tuttavia, dovendo scegliere un lato in ogni caso, perchè non farlo correttamente?

Può sembrare scontato, ma al giorno d’oggi occorre forse sottolineare anche le banalità: mai gomiti sulla tavola; ci si siede con la schiena bene eretta e si tengono le mani sempre in vista, e non sul grembo, anche quando non si stanno usando le posate.
La padrona di casa non si sarà cimentata in ardite sculture e origami con i tovaglioli. Da parte loro, gli invitati apriranno il tovagliolo, non del tutto, ottenendo una striscia da poggiare sulle gambe. Alla fine del pasto non va ripiegato ma poggiato, così com’è, accanto al piatto, alla sinistra, solo quando si è in procinto di alzarsi da tavola.

Il coltello va tenuto senza mai toccare la lama e non va mai portato alla bocca. Il cucchiaio si introduce in bocca non lateralmente ma di punta, e senza risucchi vorticosi per assaporare la minestra. Se è necessario inclinare il piatto per raccogliere gli ultimi cucchiai di minestra, va fatto verso il centro della tavola, non lateralmente, non verso se stessi. La forchetta si usa tenendo le punte in su, tranne se si sta tagliando con il coltello.

Se ci si interrompe, le posate non vanno posate sulla tovaglia ma sul piatto, di traverso a X; alla fine del pasto si poggiano ugualmente sul piatto ma parallele, con i manici rivolti verso il commensale.

Non si può soffiare sulle pietanze per raffreddarle, ebbene no. Per evitare ustioni di secondo grado alla lingua aspetteremo che la minestra si raffreddi da sola, in fondo non si tratta di lava vulcanica, senza cercare di farlo agitando il cucchiaio nel piatto per “muoverla”.

Il commensale non taglierà il proprio pane con il coltello ma lo spezzerà con le dita; sull’amata scarpetta non mi dilungo: vietatissima in occasioni formali, consentita con riserva solo in famiglia, e comunque senza impiastricciarvi fino ai gomiti. Almeno così sostiene un galateo più moderno e snello. Io la eviterei in ogni caso, anche in famiglia, se il tono è comunque formale.

La padrona di casa, per quanto fiera del pranzo che ha preparato, non dovrebbe sollecitare gli ospiti a servirsi una seconda volta, tuttavia, senza insistenze imbarazzanti, si può passare la portata di nuovo, in modo che chi voglia possa servirsi: consommè, minestra, formaggio, frutta e caffè si servono una sola volta, dice il galateo.

I vini vanno serviti nella loro bottiglia, ma solo se sono pregiati; se si tratta di un rosso che ha necessità di “respirare” potrà essere servito nell’apposito decanter. Accanto alla tavola su un tavolino o un carrello, eventualmente, farà bella mostra la bottiglia aperta, accanto alle altre uguali di scorta. Piuttosto che macchiare la tovaglia o l’invitato, potete mettere tappi salvagoccia o un tovagliolo legato a sciarpa, qualora non siate abili nel girare leggermente la bottiglia sollevandola dopo aver versato il vino.

Le bevande si versano da destra. Si beve a piccoli sorsi anche se è agosto, ci sono 40 gradi e quel bicchiere di acqua fresca sembra l’unica salvezza da un imminente svenimento. Orribili i segni di rossetto sul bordo del bicchiere come anche sul tovagliolo: se non siete sicure del vostro no-transfer evitate di metterlo o picchiettatelo, alla toilette, insistentemente prima di sedervi a tavola, dovrebbe limitare i danni. Tutte le dita, rigorosamente, toccano il bicchiere mentre si beve: fustigate il mignolo ribelle!

Non alzate il bicchiere verso chi vi sta servendo e non copritelo con la mano se non volete più essere serviti. Un cenno di diniego del capo sarà ugualmente efficace e meno plateale.

Il dessert si serve prima della frutta e si mangia con la forchetta se solido, con il cucchiaio solo se liquido.

La frutta viene servita su un vassoio o un’apposita alzata: non sceglieremo il frutto migliore osservando e tastando tutto, come fossimo al mercato; prenderemo il frutto più vicino a noi che ci aggrada. Pere, mele, pesche, vengono tagliate a spicchi, senza utilizzare le mani e, una volta infilati gli spicchi con la forchetta, sbucciati con il coltello; I fichi vanno divisi in quattro parti senza separarle, la polpa sollevata con il coltello e portata alla bocca con la forchetta; le banane possono essere sbucciate con dita e coltello ma poi tagliate a rondelle e mangiate con la forchetta.
I semi o i noccioli di frutta piccoli (arance, ciliegie, prugne) possono essere sputati nella mano chiusa e poi deposti nel piatto. I noccioli della frutta tagliata a spicchi restano direttamente nel piatto. Quelli della frutta cotta sputati nella forchetta o nel cucchiaio e poi deposti nel piatto.

Vietato, in assoluto e senza eccezioni l’uso degli stuzzicadenti a tavola: in caso di assoluta e improcrastinabile necessità…andate in bagno!!!

Secondo il galateo il caffè non andrebbe mai servito in tavola ma in salotto, su un apposito tavolinetto basso posto tra divano e poltrone.

Dopo il caffè si servono i liquori.

Un’ultima cosa: mangiate con appetito, il giusto grado di soddisfazione, ma non come se digiunaste da settimane.

Bon appetit!

Leave a Reply

Back to top